27^ Domenica del Tempo Ordinario

VI RACCONTO UNA STORIA
La storia di un bambino che era pigro ma……


Carissimi bambini,
oggi celebriamo la S. Messa insieme e poi andiamo, con un panino in tasca, sulle colline di Savorgnano del Torre a giocare.

Vi accompagnano anche i vostri genitori, i fratelli e le sorelle….. forse anche qualche nonno o nonna. Sono tutti benvenuti. All’inizio di questo anno ho pensato di raccontarvi una piccola storia.
Una domenica mattina mamma Margherita, vedendo che Gelsomino non scendeva in cucina per la colazione, andò in camera e trovò il figliolo ancora a letto, nascosto sotto le coperte.


- Ma, Gelsomino, non ti alzi oggi?
- Mamma, mi fa male la testa, oggi non vado a scuola.
- Guarda che oggi è domenica, non si va a scuola.
- Ah!? Allora sto male domani!
- Oggi si va a Messa, tutti insieme. E’ domenica, è il giorno del Signore.


Ma il calduccio del letto attirava Gelsomino più che il riscaldamento del Duomo. Arrivò papà Fiorello. I baffi non davano buoni segnali. Infatti scendevano verso il basso e non accennavano ad alzarsi verso l’alto come quando rideva divertito. Lo sguardo minacciava un temporale imminente con qualche scroscio. Egli prese le coperte, le rovesciò verso il fondo del letto e Gelsomino rimase allo scoperto col suo pigiama bianco e blu. Gli occhietti si aprirono subito ed il mal di testa sparì all’improvviso. Miracolo!
Qualche volta anche i papà fanno dei miracoli…. come le mamme.


Lunedì andò a scuola regolarmente anche se aveva programmato e previsto di essere malato. Nel pomeriggio si recò al catechismo. Gelsomino era irrequieto. Le gambe non stavano mai ferme… finché la catechista si spazientì e lo rimproverò con una certa energia:
- Cos’hai oggi che non stai mai fermo? Sei insopportabile e disturbi tutti!
- Non mi metta una nota anche lei, supplicò. Ho già preso due note dalle maestre stamattina a scuola!
Le maestre vogliono bene ai bambini e i bambini devono comportarsi educatamente e collaborare nei tempi di lezione.
Martedì mattina Gelsomino doveva ritornare a scuola…. ma il libretto attendeva la firma del papà….
perché c’erano due noticine, non proprio di lode, scritte dalle maestre.
Come fare? Con astuzia chiese:
- Papà, tu sai scrivere ad occhi chiusi?
- Io? Ad occhi chiusi? Come no, Gelsomino?!
- Allora chiudi gli occhi e metti la tua firma qui, dove ti dico io!
Logicamente sul libretto.


…….ma poi è diventato un giovane diligente.
Passarono gli anni e Gelsomino crebbe. Giunse in prima superiore. Si presentò allo scrutinio di fine anno.
- Come è andata? chiese mamma Margherita con ansia.
- Benissimo, mamma. Pensa, i professori mi hanno detto che ho fatto così bene l’esame che mi vogliono sentire anche a settembre!
Gelsomino era intelligente ma piuttosto pigro. Piano, piano comprese che a scuola non si va per scaldare la sedia e per dormire sul banco ma per imparare a vivere, ad amare ciò che è bello e buono, a crescere armoniosamente nella scienza, nella educazione, nel rapporto con gli altri.


È diventato un giovane diligente, ha ricevuto anche la Cresima dopo aver frequentato gli incontri di catechesi in parrocchia e adesso frequenta con profitto l’Università degli Studi di Udine. Raccontandomi questa storiella rideva divertito. Il merito della sua crescita è suo e dei suoi genitori. Auguro a tutti i bambini, ai ragazzi, ai giovani, ai genitori, alle maestre, ai catechisti un felice anno scolastico ed un buon cammino nella vita cristiana, alimentata dalla Parola del Signore.


Raccomando a tutti di essere fedeli agli incontri di catechesi ed alla Messa della domenica. Pregheremo insieme per tutte le famiglie.
Cordialmente.

Don Luciano