28^ Domenica del Tempo Ordinario

BENVENUTO, DON PIETRO!

 Cari parrocchiani, come avrete notato in chiesa, quest’anno pastorale si è aperto con una nuova presenza in mezzo a noi, si tratta di Mons. Pietro Romanello neo-canonico del Capitolo Metropolitano.

Conosciamolo da vicino…

-  Buongiorno don Pietro, partiamo con un  saluto a tutti i lettori del nostro foglietto domenicale “L’Angelo di Santa Maria di Castello”.

Ho accettato volentieri questo nuovo incarico e impegno da parte del nostro Arcivescovo Andrea Bruno di vivere nella parrocchia del Duomo di Udine e quindi desidero porgere un cordiale saluto a tutti con la speranza di poter incontrarvi personalmente  nelle varie occasioni che si presenteranno .

 

-    Da dove viene e cosa ha fatto in passato? Ci parli del suo curriculum vitae…

Ho iniziato la mia vita sacerdotale facendo il cappellano a Latisana per sette anni e dopo sono stato nominato Parroco, prima per cinque anni a Bordano (il paese delle farfalle!) sperimentando contemporaneamente anche la bellezza e l’amore dell’insegnamento della religione cattolica nel Liceo Marinelli. Dopodiché sono diventato Parroco di San Giovanni al Natisone  con l’obiettivo di stare vicino alle famiglie e ai giovani e facendo il loro pastore per ben venti anni. Obiettivo che si è ancor più realizzato per altri diciannove anni a Sappada, ultimo luogo che ho lasciato con dispiacere ma che sto in qualche modo ritrovando piacevolmente  qui a Udine.

 

-    Quale impressione ha avuto di Udine e qual’ è stata la differenza con la realtà di Sappada? Com’è la montagna?

Indubbiamente quella della montagna è una realtà speciale! Ecco perché con dispiacere ho lasciato Sappada ma con serenità ho accettato l’incarico qui a Udine… Le Liturgie nel Duomo di Udine, nella Chiesa di S. Giacomo e di S. Pietro sono molto partecipate dai fedeli. Vi confido, però, che ho avuto un po’ di ansia all’inizio perché, badate bene, in montagna le chiese sono piccole e di conseguenza contengono poche persone per cui il clima è confidenziale! Le persone erano sempre quelle… conoscevo tutti. Invece nelle stagioni estiva ed invernale l’affluenza era maggiore ed allora le relazioni erano più difficili anche se cercavo di incontrare molti perché si sentissero bene accolti.  A Udine mi sono immerso in un’oasi di bellezza artistica amalgamata dai cori stupendi di voci bianche, adulte e dell’assemblea. Ma… mi sono trovato a parlare a gente che… non conosco! Per questo mi auguro di poter conoscere tutti quanti affinché io possa, durante le Sante Messe, parlare al cuore di ciascuno di voi.

 

-    Mi pare di capire che le manca un po’ la vita di montagna? Quali attività pastorali ha adottato  con i “fedeli montanari” o “montanari fedeli”?

Da subito qui ho percepito una situazione diversa. La città è stretta da vie, strade, piazze, case… mentre la montagna, invece, è immersa in un maestoso paesaggio naturalistico! Ma questa è stata solo l’impressione  iniziale a motivo di tanti anni  vissuti “nell’alta pressione”. Infatti chi sta dentro le case e chiese, mi sono chiesto? Chi cammina lungo le strade e sulle piazze? Noi tutti! E allora dopo che ho iniziato a familiarizzare con le persone augurando il buongiorno o la buonasera ho sentito che la città non è  chiusa dall’urbanistica ma si apre là dove le persone si incontrano e dove in qualche angolo si scorgono bambini che corrono e giocano a calcio. Si! Questa è la vita… Quando sono arrivato a Sappada, sapete cosa ho fatto? Ho preso la Bibbia e l’ho regalata a tutte le famiglie del paese. Insieme, abbiamo camminato ogni giorno con questa luce che emergeva dalle pagine del libro e insieme abbiamo vissuto gioie e dolori attorno a quello che è il centro: il Vangelo di Cristo.  Altra bella esperienza che abbiamo insieme fatto è il Pellegrinaggio a Maria Luggau a piedi dove ogni anno giungevamo con fatica ma gustando bei momenti di grande intensità spirituale. Abbiamo affidato sempre alla Vergine Maria tutti i nostri problemi.

 

-    La Chiesa parrocchiale di Sappada com’è? Bella come la nostra? Ce la descriva!

Ma… bella o non bella! Sono stili diversi. Sappada, sappiamo bene, è un’isola linguistica di cultura tedesca. Parliamo di uno stile tirolese che è uno stile molto carico ma allo stesso tempo molto gustoso. La liturgia è molto partecipata specialmente nel canto.

 

-    Dato che parliamo di canto, sa che noi abbiamo tanti cori?

Sì appunto! Un saluto cordiale alle belle realtà corali dei Pueri Cantores, Juvenes Cantores e poi…so che ci sono altri cori come il coro dei Giovani Universitari Africani. Bene! Spero di potervi sentire e ascoltare tutti …sarà una bella occasione.

 

 -   Direi che “gli ultimi saranno i primi”… quindi come domanda finale: un saluto all’Arciprete.

L’accoglienza è stata ottima e molto cordiale! Devo ammettere che non è molto comune nei tempi nostri. Come vi dicevo prima, ho avuto un po’ di nostalgia e faccio un po’ di fatica ad integrarmi qui e il caro don Luciano è stato colui che mi ha spalancato le porte. Chissà che non sia lui ad aprimi le porte al Paradiso! Chi vivrà, vedrà. Oltre alla celebrazione della Messa quotidiana ed alla recita delle Lodi con i canonici, il giovedì ed il sabato mattina sono disponibile per le confessioni in cattedrale. Grazie a tutti voi che mi avete voluto conoscere attraverso il foglietto domenicale e spero di vero cuore di potervi incontrare.

A cura di Jacopo Salemi