Solennità di Tutti i Santi e Commemorazione dei  Fedeli Defunti

Beati, beati, beati……..

 

Carissimi parrocchiani, è questo il progetto di Dio su di noi: la nostra felicità! Viene non da un Dio lontano ma da Gesù che ha dato la vita per noi. Gli possiamo credere. In che cosa consiste questa felicità?

È vita nuova, è vita di Dio donata a noi, è la dignità di figli di Dio. Non è frutto di sforzi umani. È una chiamata ad essere ciò che siamo. Qual è il cammino della felicità? Quello di Cristo. È Lui il primo beato, Lui ha vissuto le beatitudini. È felice, riuscito, realizzato, santo. Le beatitudini sono delle potenzialità che Egli ha messo dentro di noi attraverso il Battesimo.

I poveri sono coloro che si fidano di Dio.

Gli afflitti fanno l’esperienza del limite e della fragilità ma hanno fiducia in Dio.

I miti non usano la violenza ma l’amore che è la forza di Dio, è l’unica forza che cambia la storia.

I misericordiosi esperimentano la misericordia di Dio e la offrono ai fratelli.

I puri di cuore vedranno Dio perché lo vedono già ora nei loro fratelli.

Gli operatori di pace vivono la pace portata da Cristo che crea fraternità.

I perseguitati vivono la sorte di Cristo e perciò sanno che non saranno i prepotenti a dire l’ultima parola.

Probabilmente ci troviamo anche noi in una di queste categorie di persone. Rallegriamoci ed esultiamo! Siamo sul cammino della santità e già ci stiamo scambiando dei beni. Infatti ogni domenica nella professione di fede diciamo: “Credo la comunione dei santi”.


Oltre alla santità che la Chiesa mi indica nei santi riconosciuti tali e proposti a tutti come modelli e meraviglie che Dio fa splendere in mezzo a noi, mi piace vedere la santità che appare tutti i giorni nelle persone che conosco oppure ho conosciuto. Non è la santità straordinaria. È la santità fatta di esperienze semplici, di fedeltà quotidiana che conosce anche il limite, di risposte che si imbattono anche con la mediocrità, di entusiasmi contenuti. Mi sembra che sia la santità a portata di mano. Non per invogliare a volare a bassa quota ma perché è la santità comune, quella che conosco maggiormente nell’esperienza di tanti cristiani. Apriamo gli occhi e vedremo ancora tanti santi camminare sulle nostre strade. È Dio che fa i santi. È Dio che semina la sua santità a larghe mani anche nel nostro tempo. Tutti i santi riflettono la santità di Dio che è infinita. Ognuno a modo suo. Sono i santi nascosti nelle nostre case, nelle scuole, nelle varie professioni, negli ospedali, negli ospizi. Questa santità mi incoraggia e mi sprona ad essere ciò che sono: Figlio di Colui che è tre volte santo e che ha posto in tutti noi un germe di vita nuova. Spetta anche a noi far crescere questo seme testimoniando la nostra relazione di amore con Dio che si estende ai fratelli e alle sorelle che incontriamo nella nostra vita.                             

                                                                                                           Don Luciano