33^ Domenica del Tempo Ordinario

Cari nonni……

dopo i genitori, siete le persone che influenzano di più la nostra crescita . Avete l'arduo impegno di affiancare i genitori e di aiutarli nel compito della nostra educazione. I genitori generalmente sono un po’ severi con noi….Voi, nonni, sapete chiudere un occhio ed anche tutti e due e così smussate alle volte qualche tensione e fate da bilancia nelle relazioni, mostrando il volto della tenerezza. Infatti ogni nonno è tenero coi nipoti più di quanto lo sia stato coi figli.

Io, non avendo mai conosciuto i papà dei miei genitori, sono abituato a trattare con le nonne, quelle fantastiche donne che sanno cucinare qualsiasi pietanza e che, ogni volta che le vedi, ti fanno subito tornare il buon umore. Il legame che si crea con i nonni non è equiparabile a nessun altro legame: infatti coi genitori spesso si litiga, ma chi è capace di litigare con i nonni? Impossibile e poi, diciamo… la… verità, non… torna… conto!

A me non è mai capitato anche perché, bene o male, in fin dei conti so che hanno sempre ragione loro. I genitori alle volte sono tentati di vedere nei figli lo specchio di se stessi, riversano su di essi desideri, emozioni e preoccupazioni. Voi nonni, invece, vedete solo ragazzi che avete amato fin dalla nascita ed ai quali, ormai liberi da preoccupazioni varie, avete più tempo da dedicare.. Per questo penso che i nonni siano le figure a cui dobbiamo ispirarci e che dobbiamo rispettare, sperando di raggiungere, un giorno, la loro saggezza. Genitori e nonni… sono tutti necessari in una famiglia.

È indicativo e bello il fiore della Festa dei nonni: “Non ti scordar di me.” Secondo la tradizione, questo nome sarebbe legato ad una simpatica leggenda germanica. Dio stava dando il nome alle piante quando una piantina, umile e dolce (infatti in friulano si chiama: “I voi de Madone = gli occhi della Madonna”), ancora senza nome, gli gridò: "Non ti scordar di me" e Dio replicò: "Quello sarà il tuo nome”. Cari nonni, auguri. Non ci dimentichiamo di voi.

                                                                                                               A nome dei nipoti

                                                                                                                 Nicolò Lavaroni

 


Cari nipoti……

ricordiamo molto bene il giorno in cui ci è stato annunciato il vostro arrivo e,ogni volta,nel nostro cuore abbiamo sentito campane suonare a festa. Che grande gioia! Abbiamo passato il tempo che ha preceduto la vostra nascita pregustando il dopo… Il nonno pensava ai giochi e alle letture per il nipotino in arrivo, la nonna s’impegnava nella preparazione del corredino, sferruzzando e ricamando.

 

Non abbiamo mai dimenticato l’emozione provata quando ,appena nati, abbiamo potuto ammirarvi, estasiati, attraverso l’oblò dell’incubatrice. Eravamo diventati nonni ancora una volta! Nuovamente ci rendevamo conto di cosa ciò significasse. Certamente non è più attuale o realistica l’immagine dei nonni del buon tempo antico,quando essi si limitavano a stare seduti in poltrona, circondati dai nipoti che a bocca spalancata ascoltavano fiabe e racconti dove protagonisti erano altri bambini che uscivano sempre indenni da qualche brutta avventura fuori casa e che, alla fine, vi ritornavano sani e salvi ben contenti di riabbracciare i genitori come per i naviganti giungere in un porto sicuro.

 

Oggi, generalmente, entrambi i genitori lavorano restando a lungo fuori casa e talvolta lontani da essa, sempre impegnati nella propria attività e avvolti dalle spire di una vita travolgente che ruba loro il tempo e li lascia stanchi e”spremuti”. Di conseguenza i nonni, nell’esercizio di tappa-buchi, da veri superman tecnologici ed automuniti, anche se carichi di gioventù accumulata, debbono “più veloci della luce” portare e ritirare i nipoti a scuola, al catechismo, in piscina, a danza, a fare sport; trasformarsi a casa in precettori, in compagni di giochi, in controllori non graditi per impedire che tramite la TV o la play station vi raggiungano il Male e la Violenza. Noi nonni oggi siamo chiamati a fare di tutto e di più, ma restiamo in realtà impediti a fare quello che desidereremmo.

 

I nonni infatti, cari nipoti, sono degli esseri misteriosi che vengono dal passato, vi accompagnano nel presente e vi precedono nel futuro.

Siamo la memoria storica delle andate generazioni della vostra famiglia, delle passate vicende dei suoi componenti, delle loro tradizioni, delle loro fatiche, delle loro scelte e dei loro valori, tutte cose che già sono presenti in ciascuno di voi. Di ciò i nonni vorrebbero rendervi consapevoli e riconoscenti perché abbiate una bussola per trovare o ritrovare sempre nella vita la retta via.

 

Nel presente vogliamo continuare ad essere i vostri confidenti e consiglieri per i piccoli e grandi problemi che affronterete nel mondo “di fuori” per evitare, per quanto possibile, che incorriate nei pericoli più gravi che potrebbero bruciarvi le ali di cui siamo tutti dotati.

Nel mondo “di dentro” desideriamo prima di tutto, esercitare il nostro diritto di “viziarvi” e assicurarvi che saremo sempre i vostri avvocati difensori in occasione di qualche inevitabile trasgressione alle giuste regole impartite dai genitori . Anche il colpevole ha diritto alla sua difesa (e ad essere consolato)!

Vogliamo alimentare la vostra Fede anche quando la società d’oggi tenta di impedircelo, nella convinzione che essa non sia mero conformismo o tradizione che sta svanendo ma una ricchezza, un aiuto, una forza ed una “marcia in più” cui aggrapparsi per affrontare le tempeste di questo mondo.

 

Sappiate, infine, che anche quando in futuro non ci vedrete intorno a voi, se lo vorrete, saremo sempre pronti ad accorrere, per darvi una “dritta” o tirare la tunica al vostro Angelo custode oppure, se ci sarà concesso, a provvedere direttamente, se Lui avesse un momento di distrazione. Di sicuro, non mancheremo di starvi accanto ogni volta che allestirete a casa vostra il presepe o appenderete all’albero le palline e le luci del Natale per i vostri figli. Con affetto.

                                                                                                         A nome dei vostri nonni

                                                                                                                M. Teresa e Flavio