3° Domenica d'Avvento

Terza Domenica d'Avvento
Terza Domenica d'Avvento

STATE SEMPRE LIETI

La gioia per la venuta del Signore Gesù e la preghiera permettono alla nostra vita di crescere nella speranza. Siamo sempre sollecitati a essere qualcuno, a diventare importanti, a essere visibili. Giovanni ci richiama ad essere persone e non personaggi. Ciò comporta di trovare la gioia nel far posto a Dio e agli altri nella nostra vita per non restare soli. La proclamazione del lieto annuncio è affidata a noi, alla nostra disponibilità. Preghiamo: “Guarda, o Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen”.

PER I BAMBINI….E NON SOLO!


Carissimi bambini, e voi tutti, giovani di anni e di spirito,

che certamente ogni anno vi incantate davanti a Gesù Bambino che ritorna nel presepio, con Maria e Giuseppe, l’asinello e il bue: questa sera sto pensando a voi, e alle delicate storie che sono nate, nel tempo e in molti luoghi, per circondare il Santo Natale di umana poesia. Mi è venuta in mente una leggenda messicana che ho incontrato tempo fa: come la ricordo, vorrei raccontarvela...


Dunque, nella Notte Santa, mentre si diffondeva sempre più lontano il canto degli angeli, un numero crescente di persone si metteva in cammino per raggiungere il luogo dove era avvenuto il fatto più straordinario mai accaduto: Dio era nato nel mondo come un bambino! Stupore, meraviglia, curiosità riempivano il cuore di tutti, insieme a una contentezza nuova. Come per contraccambiare un così grande dono del cielo e festeggiare il bimbo appena nato, ciascuno si impegnava a trovare un regalo, anche piccino da portare con sé. Davvero un gran fermento!


Ma, in disparte, in un angolo seminascosto, silenziosa e con gli occhioni un po’ tristi, c’era una bimba pensierosa e malinconica. Indossava un abitino grazioso e pulito, ma piuttosto consumato e molto sbiadito: la sua famiglia, che l’amava tanto, non poteva però darle molte cose, giochi, vestiti nuovi, libri belli…-.Come avrebbe dunque potuto, si domandava, portare qualcosa anche lei al bambino Gesù che desiderava tanto incontrare? Si sarebbe presentata a mani vuote? Come fare? A un tratto, mentre si teneva la testolina fra le mani, eccola lì, la soluzione! Emozionata e felice, si tolse dai capelli il suo nastrino, il bel nastrino che li legava, di uno splendido colore rosso acceso: la cosa più graziosa e nuova che aveva sarebbe stata il suo regalo per il nuovo nato.


Una corsa (le pareva di volare) ed era lì: il piccino era così tranquillo, si guardava intorno con i suoi occhi buoni e belli e lei si sentiva come se quello fosse davvero un angolo di paradiso. Ma non poteva trattenersi a lungo: papà e mamma si sarebbero preoccupati se avesse tardato. Allora si avvicinò ancora un pochino, per lasciare il suo fiocchetto ai piedi della mangiatoia, insieme agli altri doni, e le sembrò, per un istante, che Gesù guardasse proprio lei; persino che le facesse un sorriso, mentre il suo nastrino rosso cadeva in terra. Rimase incantata per un attimo, per quel sorriso…poi, mentre si allontanava, guardò ancora una volta, l’ultima, il suo nastrino bello... Non c’era più: al suo posto era sbocciato un fiore splendido, grande e delicato, rosso acceso: era nata la prima delle piante che ancor oggi ammiriamo e scaldano del loro colore raggiante i giorni delle feste che accompagnano la nascita di Gesù: la stella di Natale!


La leggenda che desideravo raccontarvi finisce qui: spero tanto che vi sia piaciuta .Ciascuno di voi certamente avrà le proprie osservazioni e commenti da fare…quanto a me, ho pensato di slancio a quali cose meravigliose possa sempre creare il Signore quando sappiamo offrire a Lui o al nostro prossimo di cuore qualcosa di noi, qualcosa di buono e di bello, generosamente.

Un abbraccio e tanti auguri di Buon Natale a tutti voi!

La zia Francesca