Una occasione per dire grazie

UNA OCCASIONE PER DIRE GRAZIE

Carissimi fedeli,

Lunedì 2 febbraio è la giornata dedicata alla vita consacrata (suore, monache, frati, monaci, istituti secolari) e ci viene offerta l’occasione per meditare sul senso della vita di queste persone che si sono donate al Signore e per dire a loro un grazie che forse non risuona così spesso nelle nostre parrocchie. Cosa stanno a fare quelle persone rinchiuse nei monasteri? E’ una obiezione frequente. Non fuggono dal mondo ma sono inserite nel mondo come una forza che scorre nelle vene della storia, la storia di Dio che è dentro la storia umana. Si dedicano alla preghiera ed al lavoro. Stanno a dire a tutto il mondo che Dio è l’assoluto per il quale si può vivere in pienezza e anche  morire. E’ Lui il fine ed il senso della vita. Sono una luce posta sul monte.

i. In loro ho ammirato la gioia del dono. Splendida è stata l’accoglienza delle Suore Ravasco a Colloredo di Prato per i pochi mesi della mia permanenza in quel paese nel 1966.

E cosa dire delle Suore Vincenziane incontrate da giovane sacerdote a Rivignano e a Mortegliano, dedite ai bambini dell’asilo,  alla catechesi, alle opere di misericordia nelle varie  famiglie e nella casa di riposo con lo spirito di S. Vincenzo de Paoli? E quanto mi hanno aiutato ed incoraggiato nell’inserimento nei vari paesi come cappellano! E poi a Pavia di Udine ho incontrato le Suore della Divina Provvidenza di Roma, che con la gente del paese riuscivano ad avere confidenza, a ottenere collaborazione da parte dei genitori che portavano i bambini all’asilo. E assieme alle signore ed alle ragazze tenevano la chiesa linda come uno specchio. Poi son passato a S. Quirino in Udine e lì ho conosciuto le suore infermiere di S. Eusebio. Hanno fatto per tanti anni un servizio lodevole a tutta la città andando a trovare anziani e malati e portando i medicinali necessari, segnalando al Comune vari casi per una  assistenza più immediata. Tenevano pure un piccolo ambulatorio in via Mantica, punto di riferimento per tante persone.


Non devo dimenticare le Suore di Maria Bambina che mi hanno sempre accolto con affetto. Suor Giuseppina Orsaria era conosciuta in tutta la Parrocchia per la sua dedizione il sorriso e la pazienza. Ricordo che io ero un po’ spaesato quando giunsi nella parrocchia di via Gemona. Ella mi prese quasi per mano e mi condusse con pazienza a visitare tutti i malati e gli anziani della parrocchia e lungo il tragitto che facevamo insieme a piedi mi presentava la famiglia, le persone, i problemi che ella conosceva e così favoriva il mio incontro con i parrocchiani più deboli.  In questo periodo, avendo bisogno del confessore come tutti, padre Zanin degli Stimmatini mi accoglieva a S. Pietro martire ascoltandomi con tanta pazienza e nelle difficoltà mi incoraggiava sempre dicendomi….”bravo, bravo, prega e vai avanti”. Morto lui, ho trovato rifugio in padre Federico al Santuario della Madonna delle Grazie. Le malelingue dei confratelli mi dicevano che andavo a confessarmi da lui perché era sì buono ma anche perché era un po’…sordo!

Era però sempre disponibile e mi dava tempo. Grazie perché tante persone nei santuari retti dai religiosi si incontrano con la misericordia di Dio. Son tornato a Castellerio nel Seminario come Rettore ed anche lì le suore con la loro testimonianza di servizio mi davano il buon esempio, non solo….ma avevano anche quello che io chiamavo” un fiuto vocazionale”. Infatti la sensibilità femminile e l’intuizione delle consacrate notavano ciò che io non vedevo subito...


Quando c’era qualcosa che non andava bene riguardo a qualcuno, senza dir nulla, arricciavano il naso…e devo dire…non avevano torto. Era il discernimento delle anime semplici! Potrei citare anche tante suore che ho conosciuto negli ospedali, sempre premurose verso i malati, testimoni dell’amore di Dio verso i fratelli.

Adesso sono qui e godo di tante belle collaborazioni quando c’è la necessità: i padri saveriani, le suore salesiane, quelle della Provvidenza, le Rosarie ecc…A tutti i religiosi debbo dire grazie.

I tempi sono cambiati ed anche i religiosi giustamente hanno modificato le forme della loro testimonianza. Sono però sempre una ricchezza per la chiesa e per il mondo. Il Papa invita i religiosi ad andare nelle periferie della vita e della società……a Udine sono già in periferia! Per dire grazie comunitariamente vi invito a venire lunedì 2 febbraio alle ore 16.00 in cattedrale per la Messa presieduta dall’ Arcivescovo, cui parteciperanno le religiose e i religiosi della nostra diocesi.

                                                                                                                         Buona settimana. Don Luciano