Sesta Domenica del Tempo Ordinario

TORNA LA QUARESIMA

TORNA LA PRIMAVERA

TORNA LA VITA

Carissimi parrocchiani,

e voi tutti che ogni domenica venite in Cattedrale per partecipare alla S. Messa, mercoledì prossimo si aprirà una strada davanti a noi, inizierà la Quaresima.


Il segno della quaresima

E’ il tempo liturgico detto “forte”, io direi è un tempo bello perché porta alla Pasqua e la Pasqua ha il sapore della rinascita, offre il tepore del sole di primavera, dona il profumo della natura che si risveglia dopo il freddo dell’inverno. La quaresima cova dentro di sé un simbolo antico, biblico: è il numero 40. Richiama i 40 anni del popolo ebreo nel deserto per diventare popolo di Dio, i 40 giorni di Mosè sul Sinai per ricevere le Dieci Parole (i comandamenti) perché fossero luce per tutti, i 40 giorni di Elia che cammina nel deserto per conoscere il Dio del perdono, i 40 giorni di Gesù nel deserto per vincere la prova e iniziare la missione. Ci vengono donati 40 giorni per ritornare al Signore che libera dal male. Il mercoledì delle ceneri è un punto di partenza.“Ritornate a me con tutto il cuore”. Ritornare è mettersi in movimento, il cammino. Forse qualcosa ci impedisce di partire. Ci sentiamo a posto. Siamo accaparrati dai bisogni quotidiani. Lasciamoci afferrare dal desiderio di una esistenza più ricca, dalla nostalgia di Qualcuno che è Dio. Forse il nostro rapporto con Lui è un po’ offuscato ed appannato. Chi sente la necessità del ritorno a Lui, entra in Quaresima e cammina verso la Pasqua.


Il segno delle ceneri.

Sentiremo il ritornello: “Ricordati che sei polvere ed in polvere ritornerai”. Non è per far paura ma per richiamarci alla realtà e perciò “Convertitevi e credete al vangelo”. Questo ritornello ci ricorda che siamo fragili ed esperimentiamo i nostri fallimenti. Ma non disperiamo. Il Vangelo è luce, è vita. E l’umile cenere può essere segno di vita nuova. E’ ottenuta bruciando l’ulivo rimasto la domenica delle palme. Ero bambino e ricordo che ogni mattina si levava la cenere dal “spolèr” prima di accendere il fuoco. E le ceneri più belle si conservavano per fare il bucato (sento ancora il profumo caratteristico delle lenzuola ruvide,lavate e candide!). Si adoperava la cenere per pulire i tegami che diventavano lucenti, si spargeva sui prati perché l’erba crescesse più in fretta. Insomma la cenere serviva alla vita. “Le ceneri” sono una bella notizia per noi. Dalle ceneri può spuntare una vita rinnovata. L’appuntamento con le ceneri del primo giorno di quaresima non è con la morte ma con la vita.


Il segno del nostro impegno personale e comunitario.

Dio ricostruisce la nostra vita anche con i mattoni che noi gli forniamo: L’ ascolto della Parola e la preghiera che aprono il cuore a Dio per accogliere la sua salvezza nei sacramenti; il digiuno che ristabilisce il giusto rapporto con le cose e con sé per percepire ciò che sporca il cuore e sentire ciò che conta nella vita; le opere di carità per partecipare allo stile di vita di Cristo che ha fatto dono di sé al Padre e a noi. In Parrocchia dedicheremo una serata alla Lectio divina, prima della Messa reciteremo i Vesperi, continueremo la raccolta dei generi alimentari per sostenere la mensa della caritas diocesana di via Ronchi che fornisce circa 200 pasti al giorno. In fondo alla chiesa tutto l’anno resta una cassetta per raccogliere le offerte destinate a “Un pane per amor di Dio”.Ognuno poi potrà scegliere qualche servizio da porre come segno di una vita che si sta rinnovando. Le occasioni sono molte come sono molte le opportunità. Però bisogna adattarsi alle necessità. Non si fa ciò che piace ma ciò che è necessario. Torna la Quaresima che porta la primavera dello spirito.

 Il parroco don Luciano