Quinta Domenica di Quaresima

Voce alla Parola

SOLENNITA’ DELL’ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

È festa solenne per tutta la chiesa e per noi c’è un motivo in più per fare festa insieme perché la nostra cattedrale e la nostra Parrocchia sono intitolate a S. Maria Annunziata. Nella Messa delle ore 19.00 presieduta dall’Arcivescovo, pregheremo in modo particolare per i coniugi che già stanno attendendo la nascita di un bambino e per quelli che da tempo desiderano avere una creatura.

La pagina del Vangelo di Luca che abbiamo cantato ogni sera durante la Novena di Natale ricomparirà nella S. Messa di mercoledì. È una pagina sempre affascinante, ha il sapore della poesia. Sì, della poesia, se poesia dal verbo greco significa “fare, creare”. È la meraviglia che il Signore fa per noi: si incarna.

 

CARO SALUTIS CARDO

 

Sono tre parole scultoree e dense di senso, tre gocce ricche di teologia, tre fiori profumati che sbocciano sempre in primavera e ci vengono regalati per dirci una verità vitale per noi. “Come una vela il grembo s’inarca, sopra la terra s’inarca in attesa, dentro lo Spirito plasma e fermenta, sta per fiorire di nuovo il creato” (P.Davide M. Turoldo).

 

La carne del Verbo è il cardine della nostra salvezza

Non possiamo lasciar passare sotto silenzio questa festa che coinvolge così profondamente la nostra vita personale e sociale. Direi che questa festa ci parla del senso della stessa vita. “Lo chiamerai Gesù” cioè Salvatore. Egli è colui che salva la nostra vita e ci dà l’opportunità di realizzarla in pienezza, sviluppando ciò che di positivo c’è in noi, nelle relazioni interpersonali e nell’edificazione di una società che favorisca ciò che è buono, bello, vero. La vita piena e riuscita è dono di Dio, è divina ed è in noi grazie al Battesimo ricevuto e vissuto. Maria, per grazia, dona la vita al Figlio di Dio che in lei si fa carne, diventa uomo: “Fiat mihi secundum verbum tuum”. Maria è solidale con Dio e con noi. Nel Magnificat intravvede un mondo rinnovato nonostante la precarietà della situazione sociale presente nel suo tempo. Questa solidarietà apre a Dio la strada per sposare la nostra carne e ci fa prendere coscienza del senso della nostra vita.

 

La nostra carne (vita) è cardine della nostra storia

 La nascita di un bambino è sempre un miracolo ma sappiamo che la vita è comunque segnata da fragilità. Questo fatto, anziché scoraggiarci, ci aiuta a sviluppare la solidarietà tra di noi. La vita è dono di Dio, è connotata dalla trascendenza, è esperienza di relazione con Dio che ci chiama per nome e con gli altri che sentiamo fratelli.

Anche noi siamo chiamati ad incarnarci nella storia, in questa storia, difficile, complessa, complicata ma anche ricca di opportunità e di bene. È una strada da percorrere affidata a noi, sotto lo sguardo di Dio, in dialogo con Lui. Può diventare un capolavoro. Ogni nostra decisione può impoverire o rendere preziosa la storia. La vita è un compito. Ognuno ha le sue capacità, la sua chiamata, ha un mattone in mano per costruire la casa comune. È compito nei confronti degli altri, uguali in dignità. È compito nei confronti della natura che va rispettata. È compito nei confronti della città dell’uomo e della chiesa, che è per tutti anticipo della casa che ci metterà in comunione perfetta e definitiva con Dio. La nostra vita infatti, una volta accesa, mai si spegnerà. Sono i valori incarnati che fanno storia.

 

Mi direte: “Sono parole! È poesia!”. Sì, sono parole. Ma sono parole che attendono di farsi carne come risposta alla salvezza offerta da Dio. Sì, è poesia. Quella poesia che anche l’uomo sa “fare, creare, produrre” per dare al mondo concretamente ancora speranza e per facilitare il percorso della storia verso l’incontro con Dio. Incarnarsi nella storia è una chiamata ed una responsabilità. La solidarietà è la risposta. Non ricordo dove io abbia letto questa immagine suggestiva che credo significativa: L’uomo è un angelo con un’ala spezzata. Ognuno ha bisogno di appoggiare un braccio sulla spalla dell’altro per poter volare.

 

Raccomando ai chierichetti di essere presenti, per questo mi affido alla disponibilità dei genitori.

 

Auguro ogni bene a tutti e vi aspetto

                                                                                                            Il Parroco don Luciano


 

PREGHIERA NELL' ATTESA DI UN FIGLIO

 

O Signore, Padre Nostro,

ti ringraziamo per il dono meraviglioso

con il quale ci hai resi partecipi

della tua paternità divina.

In questo periodo di attesa, ti preghiamo:

proteggi questa vita ancora piena di mistero,

perché giunga sana alla luce del mondo

e alla rinascita del battesimo.

Madre di Dio, al tuo cuore di mamma

affidiamo nostro figlio.

Amen.