Solenne Messa in Coena Domini, l'Arcivescovo:   "Rinnoviamo la nostra fede nell'Eucarestia"

La liturgia della Messa «in Coena Domini» fa rivivere ai cristiani l'ultima cena di Gesù. E l'Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell'omelia pronunciata questa sera in Cattedrale, è andato dritto al cuore del significato dei gesti liturgici, partendo dall'azione «rivoluzionaria» che il Cristo compie prima di sedersi a tavola e di istituire l'Eucaristia: «Gesù fa il gesto del servo di casa, del più umile tra tutti, perché lavare i piedi sporchi degli ospiti dei padroni era considerato un servizio umiliante.

Gesù, il Signore e il Maestro, si inginocchia davanti ai dodici apostoli, agli uomini peccatori, e lava loro i piedi. Quel gesto introduce a un gesto molto più grande: Gesù prende il Pane e il Vino, il suo Corpo e il suo Sangue, invitando a nutrirsi della sua Vita. Ha dato tutto se stesso, sulla croce e nell’Eucarestia, e continua a farlo», ha sottolineato mons. Mazzocato.


«Stasera ricordiamo il segno di Gesù di inginocchiarsi e lavare i piedi a ognuno di noi, ma quel segno ci porta a rinnovare la nostra fede nell’Eucarestia – centro e cuore della Chiesa e della vita di Cristo –. Nell’Eucarestia Gesù non trattiene niente di se stesso, dà tutto e continua ogni giorno a donare se stesso, il suo Corpo, il suo Sangue, il suo Spirito, la sua Vita, perché noi ne abbiamo bisogno. Gesù si dona per trasformarci la vita e il cuore e fa sì che con la comunione con lui entriamo nella vita eterna». 


Il gesto di Gesù è stato poi ripetuto da mons. Mazzocato, che ha lavato i piedi a dodici fedeli laici.

 

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