Quarta Domenica di Pasqua

Quarta Domenica di Pasqua
Quarta Domenica di Pasqua

VOCE ALLA PAROLA

 “Dobbiamo sforzarci di porre il racconto di Gesù nel cuore di credenti e al centro delle comunità cristiane. Abbiamo bisogno di fissare il nostro sguardo sul suo volto, sintonizzarci con la sua vita concreta, accogliere lo Spirito che lo anima, seguire il suo percorso d’impegno per il regno di Dio fino alla morte, e lasciarci trasformare  dalla Sua risurrezione. Per tutto ciò, nulla può esserci maggiormente d’aiuto che l’addentrarci nel racconto che ci offrono gli evangelisti” (sac. José Antonio Pagola).

Assimiliamo queste affermazioni, lasciando che le stesse orientino il nostro vivere quotidiano, e leggiamo Mc 3, 31-35:

Giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma Egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».


Che buona notizia! Tutti, nessuno escluso, possono far parte della famiglia di Gesù ed essere di casa con Dio nella Sua misericordia. E nessuno pensi di avere l’esclusiva del Signore, e/o pretenda, da Lui, privilegi di sorta.  Più in particolare, Gesù ci offre la stupefacente e misericordiosa opportunità di diventare, nello stesso tempo, sua madre, suo fratello, sua sorella. Come riuscirci? La risposta ce la dà lo stesso Gesù che ci chiede una sola cosa: ascoltare e mettere in pratica la Parola di Dio, dopo averla cercata, compresa e abbracciata. La nostra parentela con Cristo non si fonda sul sangue ma sull’amore; e nella misura in cui quest’ultimo è donato, detta parentela cresce e si rafforza.  Gesù non rinnega la sua origine umana, ma la subordina a un legame più alto di fratellanza.  “Slega la famiglia da un fondamento semplicemente terreno e la rifonda a partire da una base  spirituale dove tutti si ritrovano attorno a dimensioni nuove e rinnovanti”.

 

E’ un modello famigliare innovativo per proporre relazioni fondate sulla consapevolezza di essere figli dello stesso Padre, fratelli nell’unico Cristo. Siamo invitati, quindi, a superare i limiti stretti della piccola famiglia, ad aprirci alla Comunità, alla vita degli altri, e a non limitare il nostro agire alla sola temporalità e alle relazioni terrene. Il Regno di Dio comporta un impegno personale del discepolo che, a volte, deve oltrepassare tutti i legami naturali di famiglia e di etnia. E’ la ricerca fedele della volontà di Dio che caratterizza, sempre, il vero seguace di Gesù. Il compimento della volontà del Padre che è nei cieli sarà l’elemento discriminante anche nel giorno del giudizio finale: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”(Mt 7,21).

 

 

Un monaco del nostro tempo, padre Andrea Gasparino, ha detto: “Ci siamo abituati troppo a sfiorare il Vangelo anziché viverlo, ecco il nostro grande male”. L’energia pasquale - conseguente all’annuncio recentemente udito (Cristo è risorto!)“ che attraversa e rinnova la storia del mondo” - ci sia di sostegno per mantenere il proposito di non perseverare in questo male.

 

 

 

Ora, preghiamo e diciamo insieme: Signore aiutaci ad accogliere e generare il Cristo.

  • Perché tutti possiamo sentirci membri di una famiglia sempre più grande, amandoci l’un l’altro, preghiamo…
  • Perché per noi cristiani il metro della carità sia il sacrificio di Gesù sulla croce, preghiamo…
  • Perché la società civile riconosca e sostenga la dignità e i valori della famiglia, preghiamo…
  • Per la strage di migranti nel Canale di Sicilia, perché nessuno resti indifferente dinanzi a tante vittime, a tanta sofferenza, e perché la comunità internazionale agisca, subito ed efficacemente, al fine di evitare che simili immani tragedie abbiano a ripetersi, preghiamo…

 

Padre nostro che sei nei cieli...

 

                                                                             Sebastiano Ribaudo

 

REGINA COELI 

Questa gioiosa preghiera viene rivolta a Maria madre del Risorto e, dal 1742,viene tradizionalmente cantata o recitata ogni giorno nel tempo Pasquale,cioè dalla domenica di Pasqua fino al giorno di Pentecoste in sostituzione dell'Angelus. E' una delle quattro antifone mariane. Le altre tre antifone mariane sono:la Salve Regina, l'Alma Redemptoris Mater e l'Ave Regina Coelorum. Esse vengono tradizionalmente cantate al termine della compieta,la preghiera della Liturgia delle Ore recitata al termine della giornata. 

 

Regina del cielo, rallegrati, alleluia: 

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, 

è risorto, come aveva promesso, alleluia. 

Prega il Signore per noi, alleluia. 

V. Gioisci e rallegrati, Vergine Maria, alleluia. 

R. Poiché il Signore è veramente risorto, alleluia. 

Preghiamo: O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine.

Per Cristo nostro Signore.